Fernanda lesbics pics
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Lesbo

Al negozio

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Martina si era svegliata strana quella mattina, aveva deciso di andare a fare un giro al centro commerciale per distrarsi un pò. Passeggiava per i corridoi del centro con disinteresse, ma ad un certo punto il suo sguardo venne colpito da una vetrina.
C’erano un bel paio di jeans aderenti in vetrina, e una bella magliettina aderente.
Decise di entrare, vagava per il negozio guardando i vari vestiti messi sugli espositori, ad un certo punto si avvicinò la commessa,
“Serve aiuto?” e Martina “No grazie dò un’occhiata”.
Mentre girava per il negozio vide i jeans che aveva notato in vetrina e decise di provarli. Cercò la sua taglia e si diresse verso i camerini. Aprì la porta dello spogliatoglio e vi entrò, si tolse i pantaloni e li appoggiò sullo sgabello che aveva di fianco, indosso i jeans, erano veramente aderenti, che quasi non riusciva ad infilarseli, messi su si iniziò a guardare allo specchio di fronte a lei, ma non riusciva a decidere se le stavano bene o no. Decise di uscire dal camerino e avvicinarsi al grande specchio che era in fondo al negozio,si mise li davanti e iniziò a guardarsi, si mise sulle punte per veder che effetto le avrebbe fatto con un bel paio di tacchi. La commessa le si avvicinò “Le stanno proprio bene questi jeans, le disegnano il sedere, ci vorrebbero un bel paio di sandali neri e una magliettina un pò scollata, ora ci penso io”. Martina rimase lì ad attendere la commessa, che arrivò con un bel paio di sandali neri con degli strass che gli davano lucentezza, e una canottierina nera con una generosa scollatura, prese i capi e andò in camerino a cambiarsi,uscì e la commessa disse
“Visto come le stanno bene? Il tacco slancia ancora di più la sua bella gamba, e il jeans le sostiene il sedere, non che ne abbia bisogno… e la maglietta le risalta il seno, sembrano proprio fatte per lei!”. Martina arrossi, ma guardandosi allo specchio si rese conto che i complimenti fatti dalla commessa erano reali; in effetti un ragazzo era entrato nel negozio ad acquistare un regalo per la sua ragazza ed era rimasto a fissarla. Martina si sentì un pò imbarazzata e andò in camerino a cambiarsi, la commessa la seguì, “Le serve qualcos’altro?” “No grazie” “Scusi se la disturbo, ho un vestitino molto carino che secondo me le starebbe divinamente, mi farebbe la cortesia di provarlo, poi con quei sandali!” e Martina “Va bene” “Ok ora vado a prenderlo”. Nel frattempo Martina si era tolta i jeans ed era rimasta in slip e reggiseno.
La commessa arrivò con un bel vestito nero di pizzo, con
un fondo di raso fucsia. Martina quando lo vide spalancò gli occhi, era un vestito bellissimo. Lo prese in mano e lo indossò. Il vestito era senza spalline, con una lampo sulla schiena. La ragazza non riusciva a chiuderla, e allora chiamò la commessa.
“Scusi mi può venire ad aiutare”. La ragazza andò subito. Martina era girata di spalle, aveva il vestito aperto sulla schiena, dove mostrava un bel tatuaggio sulla spalla, una fenice stilizzata, la commessa la guardò e poi disse
“Scusi, perchè non toglie il reggiseno, così vediamo meglio l’effetto del vestito” e con le mani glielo slacciò. Martina rimase di stucco, ma non si mosse, la commessa gli tolse il reggiseno e gli chiuse la lampo, le ragazze uscirono fuori dal camerino, e Martina fece una piccola sfilata per la ragazza, che non smetteva di togliergli gli occhi di dosso.
“Le sta proprio bene quel vestito, meglio di come immaginavo, le disegna la figura e le fà risaltare il punto vita e vede qui sul seno, è bellissimo”. Dicendo queste parole la ragazza sfiorava il corpo di Martina, aveva appoggiato una mano sui fianchi per delineare il punto vita e poi le aveva sfiorato il seno, così facendo i capezzoli di Martina ebbero un sussulto, la ragazza non capiva più niente, le attenzioni di quella commessa la stavano eccitando. Martina decise di andare a cambiarsi, si sentiva strana, entrò in camerino, ma si rese conto di non riuscire a slacciare il vestito, e così non sapeva cosa fare, era indecisa se chiamare la commessa o cosa, ma non poteva uscire così, prese il coraggio a due mani e la chiamo.
“Scusi può venire ad aiutarmi?”. La commessa andò di corsa, aprì il camerino ed entrò, tirò giù la lampo del vestito e con le mani lo fece scivolare a terra, facendo rimanere Martina in slip, la ragazza era un pò imbarazzata, la commessa si soffermò a guardarle il sedere.
“Lo sa che ha veramente un bel sedere, non era merito dei vestiti, è proprio bello” e con una mano gli e lo sfiorò, Martina si girò di botto, e si trovò faccia a faccia con quella ragazza che l’aveva riempita di complimenti e fatta eccitare con il solo pensiero. La commessa si sporse in avanti e baciò Martina sulla bocca, la ragazza lasciò fare e allora la commessa si fece sempre più audace. Iniziò a toccarle i seni sodi, i capezzoli erano turgidi, pronti per essere succhiati, con la bocca scese sui capezzoli ed iniziò a succhiarli avidamente, a Martina piaceva questa cosa, ma nel frattempo era turbata, lei non era lesbica, ma le attenzioni di quella ragazza le piacevano, la commessa vista la reazione positiva di Martina fece scivolare la sua mano tra le gambe della ragazza e sentì gli slip umidi, Martina era eccitata i suoi umori stavano fuoriuscendo senza controllo, la ragazza scostò gli slip senza toglierli, cercando il clitoride, lo trovò era grande gonfio, con le dita cercò il buchetto e ci infilò l’indice, Martina fece un sussulto di piacere, si stava godendo quell’avventura inaspettata, la commessa inziò ad andare avanti ed indietro con il dito facendo un magnifico ditalino a Martina, con la bocca continuava a succhiare i capezzoli passando dal destro al sinistro senza fare torto a nessuno dei due,poi fece accomodare Martina sullo sgabello, le si inginocchiò davanti e immerse il viso nella figa di Martina, iniziò a leccarle la figa per lungo, prima partì dal clitoride poi scendendo sempre più giù fino al buchetto, era un lago, gli umori di Martina crescevano a dismisura,la ragazza si stava godendo quel servizietto, la commessa leccava la figa come fosse un gelato, con molta delicatezza ma allo stesso tempo con gusto, con le mani prese le grandi labbra di quella figa e le allargò, si discostò un attimo con il volto per vederla, poi riprese a leccarla, sta volta iniziò dalle piccole labbra, le leccava, le pennellava con la lingua, e poi iniziava a succhiarle, si fece largo in quel buchetto e ci infilò la lingua, beveva tutti gli umori di Martina che scendevano copiosamente, poi ci infilò due dita e iniziò a scoparsela così, iniziò a stantuffare con le dita avanti e indietro, mentre continuava a leccare il clitoride di Martina, la ragazza non riusciva più a resistere sentiva l’orgasmo salirle, lo sentiva crescere sempre di più fino a quando non venne. La commessa non di leccarla fino a quando Martina non ebbe un brivido. La commessa allora si scostò da quella figa zuppa di umori, rimise a posto le mutandine con premura, diede il reggiseno a Martina e l’aiuto a rivestirsi, la commessa aveva il viso sporco degli umori della ragazza, allora prese un fazzoletto dalla tasca e si ripulì davanti allo specchio, Martina si finì di rivestire, e le due uscirono dal camerino, si avviarono verso la cassa, la commessa si rivolse a Martina. “Allora che fà prende anche il vestito?” “Si grazie prendo tutto”. La commessa fece il conto, diede lo scontrino a Martina ma non disse nulla. La ragazza pagò e uscendo dal negozio disse “Grazie mille, oggi sono veramente soddisfatta dei miei acquisti” La commessa gli sorrise e si girò. Martina prese lo scontrino in mano e girandolo vide che c’era un numero di telefono con sotto una scritta. 333-*******
– Quando vuoi fare degli acquisti soddisfacenti chiamami che mi faccio trovare in negozio, mi è piaciuto oggi, e vorrei ripetere l’esperienza. Kiss Roberta –
Martina lesse il biglietto con un bel sorriso stampato in viso.
Da quel giorno una volta al mese va sempre in quel negozio a fare acquisti soddisfacenti!

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