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Etero

Con uno sconosciuto

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Erano appena le 7 e come ogni mattina mi accingevo ad andare alla fermata del bus per recarmi a lavoro. Finalmente dopo 10 minuti d’attesa ecco il mio autobus, come ogni mattina è stracolmo e come ogni mattina penso che sia la volta buona che mi strappino le calze e mi rubino il borsellino. Siamo tutti attaccati uno all’altro, non c’è lo spazio neanche per sorreggersi, finalmente partiamo e dopo neanche 5 minuti sento che una mano fredda a grande si sta insinuando tra la spacca della mia gonna e le mie cosce fasciate da autoreggenti neri. sono impietrita, non riesco neanche a voltarmi né a dire nulla, le dita di questo sconosciuto salgono piano, mi agito un po’ ma poi comincia a piacermi quello strano gioco così allargo un po’ le gambe per facilitargli l’accesso.
Lui capisce che è un chiaro invito così mi sposta con le punta delle dita il pizzo dello slip, mi accarezza piano, poi con un movimento secco e violento m’infila due dita. Inarco la testa indietro e sento il suo respiro sul collo, m’immagino come possa essere… e se fosse un vecchio… o un ragazzino… no non ha mani da vecchio e non può essere così giovane da saperle usare con tale maestrie… all’improvviso sento la sua voce…. un sussurro…
-ti piace eh?-
non riesco a rispondergli per l’imbarazzo
_ sei tutta bagnata… come te la spaccherei questa bella fighetta..-
Decido di prendere un po’ di coraggio e porto una mano indietro, arrivo all’altezza della patta dei suoi pantaloni, ha un cazzo duro e sembra avercelo anche molto grosso, ci gioco un po’, mentre lui continua a masturbarmi sapientemente… ma ecco la mia fermata, devo assolutamente scendere, non mi va proprio ma devo. Scendo dalla porta centrale e mi giro un attimo, voglio vedere il viso di chi mi ha fatto godere così, ma non vedo nessuno… poi dall’ultima porta esce, un uomo , 50 anni moro, occhi castani e un sorriso che non mi lascia dubbi. E’ lui.
Mi volto e comincio a camminare, lo so che mi sta seguendo, mi chiedo cosa voglia, mi rifugio in un bar, mi giro ma lui non c’è, per fortuna penso.. vado alla cassa e la signorina mi dice “ ha pagato il suo fidanzato signora, mi ha detto di raggiungerlo in bagno che è andato un attimo a lavarsi le mani”
Divento rossissima, non so davvero che fare, ma poi penso che è davvero una situazione stimolante ed eccitante… lo raggiungo… entro in bagno e lo vedo lì di fronte a me appoggiato sul lavandino.
– ti sei fatta aspettare…-
– – guardi che sono venuta solo per curiosità… e comunque sto andando via-

-non penso…-
– -ah no? e cosa le fa credere che rimarrò chiusa in un cesso di un bar con un perfetto sconosciuto?-
– – il perfetto sconosciuto ti ha sentito venire sulle proprie dita neanche 10 minuti fa…-
– – è vero… ma non significa nulla-
– -dimmi che non hai voglia di fare l’amore con me adesso-
– – non ho voglia di fare l’amore con te adesso-
– si avvicina piano piano a me
– – dimmi che non hai voglia di venire di nuovo –
– – non con lei sicuramente-
– un altro passo verso di me
– – dimmi che non vuoi sentire la mia sborra calda su di te –
– – ma figuriamoci!-
– a quel punto mi afferra dai fianchi e avvicina il suo viso al mio
– -baciami-
– -mai-
– lo guardo dritto negli occhi, non resisto più di un altro secondo e gli affondo la lingua nella sua bocca, trovo la sua calda, fremente, sento il suo cazzo gonfiarsi, mi alza la gonna, mi prende in braccio e mi trascina dentro al bagno, mi sbatte con forza contro la parete
– – quanta voglia hai?-
– -tantissima-
– -lo sento quanto sei porca, senti come sei bagnata, tieni, prendilo tutto-
– m’infila quella verga enorme dentro lo sento stantuffare, sento i suoi coglioni sbattermi sulle cosce.
– -mmmm ah ah mmmmm-
– – senti come gode la santarellina-
– – dai si che vengo-
– -si vieni bellezza dai-
– -ah ah ahhhhhhhhh-
– -brava così… e ora girati e mettiti a pecorina che ti voglio sfondare il tuo bel culetto-
– quando mi entra quel suo cazzo enorme dietro sento che sta davvero per spaccarmi tutta…ma mi piace e all’improvviso sento la sua sborra calda colarmi dal buchetto del culo, mi ha riempita tutta.
– -puliscimi da brava- così dicendo me lo infila in bocca, glielo lecco fino all’ultima goccia-
– -brava la mia porcona..-
– mi vesto ed esco velocemente dal bagno, la signorina della cassa mi ferma… “signora mi scusi… ha la giacca sporca di crema del cornetto…”
– rido sguaitamente…. – si grazie… era una crema davvero buonissima!-

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