E’ la prima volta che mi collego a Erosioty.
Curiosando qua e la’ trovo un racconto che mi stuzzica la curiosità.
Decido di leggerlo anche se mia moglie mi gironzola intorno indossando l’accappatoio mentre aspetta che si ‘svapori’ il bagno per potersi asciugare i capelli.
Ho notato che ogni volta che mi collego ad Internet non manca di gettare occhiatine furtive al video,
non vorrei che lo facesse per scoprire se mi collego a qualche sito porno visto che, in passato, quando ho provato a proporle qualche home video porno si e’ sempre dimostrata contraria commentando con frasi che mi hanno fatto sentire un omuncolo squallido.
Mi aspetto quindi che esca con uno dei suoi commenti che mi fanno tanto incazzare e che mi portano a accusarla di essere una bacchettona frigida.
Se avessi a disposizione una donna maiala come dico io, la farei girare come una trottola sulla punta rovente del mio maestoso cazzo, la farei gridare di piacere implorandomi di smettere di stantuffarla.
E invece, quelle poche volte che si concede, dopo la prima, si lamenta che le brucia, che e’ diventata troppo sensibile, che si e’ fatto tardi e che e’ ora di dormire.
Io andrei avanti a scoparla tutta la notte, ad innondarla del mio seme in tutti gli orefizi, quando, invece, guai a parlare del culo, mai a tenerlo in bocca fino alla fine.
Vabbe’, me ne frego, mi leggo il mio bel racconto erotico.
La storia e’ simpatica e mi sta anche un po’ ingrifando.
Sento il mio amico che, nel pigiama di cotone aderente, si risveglia e preme con tutta la forza dei suoi ventidue centimetri.
Mi sto veramente arrapando quando, ad un tratto, l’ incanto svanisce.
Mia moglie sta entrando in camera da letto e si prepara per la notte proprio alle mie spalle.
Subito nota sullo schermo il logo ‘Eros..’ e incuriosita aguzza la vista sporgendosi dalle mie spalle.
Che due palle…. Adesso comincia a rompere….
Non parla, ha il viso vicino al mio e sento il profumo del bagnoschiuma al mughetto-arancia-melone e chissà di cos’altro; mi infastidisce.
Adesso noterà anche la mia semi-erezione e commenterà “” sei proprio un porco…””.
Beh? Che aspetti?
Niente, non parla ma continua a leggere, poi con il mouse fa scorrere lo schermo sulle righe seguenti.
Ma che le piglia?
Forse vuole rendersi meglio conto di cosa sto leggendo per rincarare la dose?
Noto un leggero rossore sul suo viso, forse i postumi del bagno, l’acqua calda.
No, non e’ costipazione da temperatura esterna, mi sa che e’ da temperatura interna.
Vederla ed averla cosi’ vicina ed interessata al racconto erotico che stavo leggendo mi fa mutare il fastidio di poco prima con una piacevole sensazione di intimità condivisa.
Abbassa lo sguardo e nota la mia erezione, continua a leggere imperterrita.
Senza dire una parola passo il mio braccio destro dietro di lei e, quasi per testimoniare la mia complicità, lo appoggio sulla sua schiena ancora coperta dall’accappatoio umidiccio.
Mi guarda negli occhi e poi riprende a leggere.
Si sta creando una atmosfera molto intrigante.
Decido di far scendere la mia mano piu’ in basso, scorrendo lungo le sue natiche fino ad arrivare ad accarezzarle i polpacci che trovo alla fine del tessuto spugnoso.
Il contatto con la sua pelle tiepida e’ una gradevole sorpresa, penso per entrambi.
Comincio ad accarezzarle la gamba passando questa volta sotto l’accappatoio, piano piano, sempre piu’ su… ecco la coscia, ben tornita e muscolosa, ed ecco il sedere, con quel bel taglio che sento sotto le dita della mano e che inizio ad esplorare.
Sono in cerca del pelo, faccio scorrere le dita nel solco delle chiappe fino ad infilarle nella parte piu’ interna, dove inizia il ‘solco della pesca’ e lo trovo, morbido e caldo, sotto le mie dita.
Eccola qui, ventinove anni, moglie devota, severa, bacchettona, che si apre umida sotto la leggera pressione delle mie dita e lascia uscire quell’umore appiccicaticcio che testimonia il suo stato di eccitazione.
Con la mano sinistra, fino ad ora inutilizzata, vado a cercare la sua, ancora sul mouse, la accarezzo,
la afferro, la porto lentamente verso il mio pacco.
Lei si libera dalla stretta, e lo sapevo …. Che palle…. Adesso comincia a fare retromarcia.
No, liberata dalla mia presa, vuole voltare pagina e torna a cliccare.
Poi, sempre lentamente, porta la mano proprio dove volevo io, me la infila sotto il pigiama e libera il mio cazzo turgido e duro.
Me lo scopre e, lentamente comincia a farselo scorrere in mano, dalla punta fino alle palle, ritmando in modo tale da soffermarsi sulla cappella piu’ a lungo.
Le mie dita scorrono dentro di lei, da dietro, sento il rumore delle sue labbra vaginali impastate di umore che si aprono e si chiudono intorno alla penetrazione.
Esco da lei, le afferro le braccia e lentamente, restando seduto, mi giro completamente fino ad averla di fronte.
Nella penombra della camera da letto, illuminata dalla luce fioca del monitor acceso, noto il rossore del suo viso ed il seno che parzialmente sporge dall’accappatoio semiaperto; un seno che si muove al ritmo del battito accelerato del suo cuore eccitato.
Sempre nel silenzio piu’ assoluto rotto solo dal leggero ronzio del p.c., sento il suo respiro veloce; porto la mia mano destra dietro la sua nuca e, con determinazione, la costringo ad inginocchiarsi di fronte a me, tra le mie gambe.
Mi guarda il cazzo, a distanza ravvicinata, con aria vogliosa.
Lo afferra in una stretta delicata e riprende il movimento di prima, stuzzicandomi la cappella con la mano libera.
Non ce la faccio piu’, lo capisce dal modo in cui la guardo negli occhi.
Socchiude le labbra, le apre, estrae la lingua in modo vistoso quasi volgare, e mi lecca il glande con una sorta di golosità.
Che porca, ci voleva un racconto erotico per risvegliarti la carica sessuale che esprimevi in modo molto piu’ vivace nei nostri primi rapporti sessuali.
Adesso affonda completamente e fa scorrere in bocca, fino alla gola, l’asta del mio cazzo, poi torna a liberarlo per poterlo menare con maggior libertà e ricomincia a pomparmelo succhiando e leccando.
Vedere la sua testa che si muove su e giu’, in mezzo alle mie gambe, con i seni che ormai, quasi liberi, ondulano accompagnando il movimento, mi fanno montare una incontenibile voglia di venirle in bocca, cosa che non mi e’ mai stata concessa.
La lascio fare, tanto mi conosce, sa quanto puo’ andare avanti prima che sia troppo tardi.
Sto per venire, non resisto, ma lei continua; devo farglielo capire, le metto la mano sulla nuca come prima ma con intenzione contraria, per allontanarla prima di schizzare.
Lei mi guarda negli occhi, sempre succhiandomi il cazzo e menandomelo con una mano mentre con l’altra mi strizza le palle.
Mi fissa negli occhi e costretta dalla mia mano che, tirandole i capelli sulla nuca, vuole farla allontanare, si stacca dal cazzo, quasi schioccando per il risucchio ma poi per riprenderlo in bocca completamente e liberarlo definitivamente non prima di aver lasciato un sottile filo di saliva che unisce la mia verga ormai vibrante con il suo labbro inferiore.
Devo aver un’espressione quasi sofferente perche’ lei, notandolo, con tenerezza, divincola la testa dalla mia stretta e me lo riprende in bocca.
Pompa con energia, su e giu’, ininterrottamente, ormai il messaggio e’ chiaro: mi sta dicendo “”..sborrami in bocca, voglio bertela….””.
Eccomi, sento il seme che mi monta lungo l’asta e che, finalmente libero, schizza copiosamente sulla sua lingua, nella sua gola, a piu’ riprese.
Lei sussulta, facendosi violenza per non seguire l’istinto iniziale di staccarsi, e prosegue imperterrita nel movimento interrompendolo solo per consentirsi di deglutire.
L’orgasmo mi sembra infinito.
Quando si stacca da me, con le labbra quasi tumefatte per lo scorrimento a cui sono state sottoposte, compie un gesto che da lei mai mi sarei aspettato: apre lentamente la bocca e fa uscire un piccolo rigagnolo del mio sperma che, seguendo le curve del suo mento, si ferma poco prima di cadere sulle sue graziose tette ormai libere che, a testimonianza della sua eccitazione, presentano i capezzoli turgidi e duri.
Non ci sono parole in questo atto compiuto, solo sguardi intensi, come mai e’ successo prima.
La stringo a me e la bacio con passione, sentendo il sapore che ha in bocca e sulla lingua.
Mi sento nascere dentro una voglia irrefrenabile di farla godere come e piu’ di quanto lei sia riuscita a far godere me.
Carico di forza erotica e con il sesso che non ne vuole sapere di tornare alla posizione di riposo, la abbraccio e cadiamo sul letto pronto a prodigarmi per farle raggiungere le vette del piacere, con la mia lingua, con la mia bocca, con le mie mani, con il mio cazzo…

My co-worker
Mia moglie con Erostory
Pubblicità
Se ti piace il racconto che stai leggendo non dimenticare di dare un voto e magari condividilo con un tuo amico.
I tuoi voti e le tue condivisioni daranno la giusta motivazione all'autore per continuare a scrivere sul nostro sito e a migliorare ancora! Grazie