Esperienza realmente vissuta 11 anni fa, eroo un 38enne, spesso in giro per lavoro.
Stavo attraversando la bassa bolognese, e verso le 12.30 ero alla ricerca di una trattoria, dove mangiare qualcosa.
Ero nelle campagne intorno a Budrio, nessuno in giro e un gran freddo, a un certo punto, vedo sul bordo della strada, 2 ragazzi che spingevano uno scooter.
Mi fermo e chiedo se avevano bisogno di una mano, si girano e mi accorgo che sono due ragazzi molto giovani, che hanno rotto lo scooter, e stanno tornando a casa spingendolo.
Gli offro un passaggio, e caricato lo scooter sul furgone, e i due ragazzi decisamente infreddoliti, partiamo.
Sono Paola e Marco (i nomi sono di fantasia) arriviamo a casa di Marco, e scaricato lo scooter in garage, e visto la:orario, mi invitano a mangiare con loro, per sdebitarsi della cortesia che gli ho fatto.
Tolti giacche sciarpe e maglioni, mi rendo conto che Marco è un ragazzo sul metro e settanta, e un po’ tarchiato, mentre Paola e una ragazza slanciata, sul metro e settantacinque, con un bellissimo culo e un seno decisamente abbondante.
Mangiamo mentre parliamo e ci conosciamo un po’, e capisco che, Marco è un ragazzo un po’ chiuso e riservato, mentre Paola e molto spigliata e decisamente provocatrice.
Finito di mangiare, io e Marco ci sediamo sul divano, mentre Paola mette il caffè sul fuoco, e va a farsi una doccia.
Torna portandoci il caffè, direttamente in accappatoio, e chinandosi per porgervi la tazzina, mi mostra candidamente il suo florido e prosperoso seno, che si fa strada tra i lembi dell’accappatoio.
Si siede in mezzo a noi, e dopo aver bevuto il caffè, mormora qualcosa all:orecchio di Marco.
Non capisco cosa si dicono, ma sento distintamente Paola che afferma: bhe se non gli piace, può sempre alzarsi e andarsene.
Così dicendo apre i pantaloni di Marco, gli tira fuori l:uccello e inizia a leccarlo e succhiarlo.
Io mi sento decisamente un po’ imbarazzato, e non so cosa fare, ma quando Paola si mette in ginocchio sul divano, e mi ritrovo con il suo stupendo sedere, praticamente il faccia, non posso fare altro che alzare la:accappatoio e iniziare ad accarezzarglielo.
A quel punto lpaola si alza in piedi, e con sguardo malizioso, mi prende per manoo e mi chiede, se voglio mettermi comodo e seguirli in camera.
Ci fa spogliare e sdraiare, viene sopra di noi e impugnando i nostri uccelli, inizia a accarezzarli e succhiarli a turno.
Marco ha un uccello sottile e sui 14cm, lei lo succhia un po’, e quando sente gonfiarsi il mio tra le mani, (è 19cm e con un ottimo diametro) ci si fionda sopra, e inizia a leccarlo e succhiarlo con ingordigia, ma senza riuscire a ingoiarlo tutto.
Capisco il disagio di Marco, nel vedere Paola che ha smesso persino di segarlo, perciò mi alzo e la faccio sdraiare, le apro le gambe, e mi avvicino alla sua stupenda patata rosa, per iniziare ad assaporare tutta la sua fragranza.
Marco coglie la palla al balzo, e le si mette sopra, iniziando a scoparlea bocca, come un forsennato.
Io inizio ad accarezzarle le grandi labbra, con la mia lingua, e pian piano mi spingo più in fondo, poi inizio ad andare su e giù, per poi soffermarmi sul clitoride, ormai gonfio e pulsante.
Lo stimolo con la lingua, e inizio a succhiarlo e ad accarezzarlo con i denti, per poi succhiarlo di nuovo.
Direi che il trattamento le piace, la sento fremere e dimenarsi, fino al punto di spingere via Marco, chiudere le gambe mentre mi prende la testa, e innondarmi il viso, squirtando mentre urlava di piacere.
Sì scusa quasi imbarazzata, mi dice che non le era mai successo di godere in quel modo, e mentre le dico, che per me è stato un piacere immenso, potermi godere il suo dolce nettare, lei mi fa sdraiare e si mette a pecorina.
Inizia a succhiarmi l:uccello con una voracità, che sembrava volesse mangiarmelo, e Marco si mise prontamente dietro di lei, e inizio a scoparla.
Marco la prese per i fianchi, e inizio a scoparla con foga, mentre Paola continuava a succhiarmi l:uccello, ma senza riuscire ad ingoiarlo tutto.
Quasi indispettita, si alza e mi viene sopra, mi prende l’uccello e se lo punta sulla fighetta ormai fradicia di umori.
Scende pian piano con gli occhi chiusi, fino a sedersi completamente sul mio uccello, poi apre gli occhi e guardandomi mi dice: qui però ci sta tutto vedi, e così dicendo inizia a muovere il bacino avanti e indietro.
Marco in piedi di fianco a Paola, le teneva la testa, mentre le spingeva l’uccello in bocca, e le diceva di insalivarlo per bene, mentre io le strizzavo le tettone sode.
È andata avanti a scoparmi per un po’ così, poi ha raccolto le gambe, e sollevandosi sui piedi, ha iniziato a scoparmi, salendo fino al limite della cappella, per poi tornare a scendere fino alla base, mentre io accompagnavo il suo movimento, con le mani avvinghiate alle sue chiappe sode.
Quando sta per godere di nuovo si alza e mi prende le mani, le alza fino alle spalle, e si mette con le ginocchia sulle mie braccia, mettendosi con la sua figa grondante sulla mia bocca.
Inizio a mangiarle e leccarle la figa, con estremo piacere, per poi sentire Marco che inizia a leccarmi e succhiarmi l’uccello.
Rimango un attimo perplesso, però me lo sta succhiando veramente bene, e lo lascio fare con piacere.
Marco me lo lecca e succhia divinamente, poi scende a succhiarmi le palle, e infine mi solleva e allarga leggermente le gambe, e inizia a leccarmi il culetto.
Provo una sensazione molto stimolante e piacevole, non Isa le dita, solo la lingua, e inizia a penetrarmi con quella.
Io mi sto godendo la foga di Paola, che non smette di godere e di grondare dolcissimi umori.
Ad un certo punto, sento Marco che mi alza le gambe, Paola che inarcandosi un po’ indietro, le prende strette, mentre continua a tenermi le ginocchia sui bicipiti…. sono praticamente immobilizzato e a gambe sollevate.arco di alza e punta la sua cappella, sul mio buchetto, mentre Paola mi dice di continuare a leccargli la figa, e stare rilassato per godermi il servizio di Marco, e che se lo avessi lasciato godere del mio culetto, dopo avrei potuto godermi il suo.
Per un attimo mi coglie il panico, sono vergine e non mi è mai passato, per la:anticamera del cervello, di farmi inculare.
Sento la cappella di Marco che inizia a farsi strada dentro di me, la sento allargarmi il buchetto, e sento distintamente lo scalino della cappella, varcare la soglia che ritenevo invalicabile.
Un po’ per la:uccello di Marco, decisamente sottile, e un po’ per l’abbondante gel con cui mi aveva lubrificato il buchetto, e anche il suo uccello, ma invece che provare dolore, sento un po’ di fastidio, ma allo stesso tempo, una vampata di calore, che mi invade il corpo, e mi provoca una sensazione piacevole.
Marco del testo, entra ine con decisione, ma molto lentamente, e lascia il tempo al mio buchetto, di adattarsi al suo uccello.
Arriva fino ad appoggiarmi le palle sulle chiappe, poi inizia ad uscire, altrettanto lentamente.
Lo fa per qualche volta, e poi inizia ad aumentare il ritmo.
Fino a quel momento, mai avrei pensato di dirlo, ma…..
Cazzo mi piace ! Mi piace sentire quel paletto di carne dura, scivolare dentro di me, e inizio ad ansimare e mugolare di piacere, e Marco aumenta sempre più il ritmo, fino a scoparmi il culo come un forsennato.
Paola capito la situazione, allenta la presa, si alza e si gira, si risiede su di me, e mi chiede di prepararle il culetto, mentre riprende a succhiarmi l’uccello.
Sto godendo alla grande, Lecco il culo e la figa di Paola, mentre lei mi succhia l’uccello, e Marco mi scopa il culo con foga.
Lo sento che ansima e grugnisce, mentre mi pompa il culo, e poi dopo un ultimo affondo, lo sento pulsare, e di colpo esce da me e si mette davanti a Paola, che lo inghiotte per godersi una copiosa sborrata
Il mio corpo è libero di tornare ad assumere una posizione normale, sono sdraiato e con il culo, piacevolmente dolorante.
Paola si sposta e si mette a pecorina, mi guarda negli occhi, e mi dice: adesso il mio culetto e tuo.
Marco prende il gel, e le lubrifica per bene il buchetto, io lì con la:uccello in mano, mi godo il panorama di un bellissimo culo rotondo, di una ventenne, che mi di offre.
Marco mi prende l’uccello in bocca, e lo inumidisce per bene, poi lo cosparge di gel, e mi guarda dicendo: aprilo per bene, e fammela godere !
Io mi sento un ragazzino, alla sua prima volta.
Appoggio la cappella sul suo fiore, e inizio a spingere !
La prendo per i fianchi, e la tengo ferma, mentre la mia cappella, inizia a farsi strada dentro a quel culetto di burro.
La cappella sta per scomparire dentro al suo fiore, ma Paola sbuffando e trattenendo un urlo di dolore, mi dice di fermarmi.
Marco si mette davanti a lei, le sale con le cosce sula testa, e tenendola ferma si appoggia sulla sua schiene, mettendo il naso a 5 cm dal mio uccello.
Alza lo sguardo e mi ordina: adesso devi rompere il culo di sta troia, sfondaglielo per bene, che voglio vedere quanto si apre.
A queste parole, e in quella situazione, non capisco più nulla, mi aggrappo ai suoi fianchi, e inizio A spingete dentro l’uccello con forza !
Vedo scomparire la cappella nel suo fiore, mentre Paola inizia ad urlare, e a sbattere i piedi sul letto.
Le sue urla sono soffocate dal cuscino, su cui Marco la sta costringendo, e io continuo a farmi strada dentro Paola, senza capire più nulla.
Lo spingo tutto dentro, e poi esco fino alla cappella, e poi di nuovo dentro fino in fondo.
Sento Paola dimenarsi sotto i miei colpi, e Marco che mi iincita a scoparle il culo con più forza.
Esco da quel paradiso, ma solo per mettermi in piedi, mi abbasso e appoggio di nuovo la cappella sul suo culetto, ormai aperto
Lo spingo di nuovo tutto dentro,la sento urlare, ma continuo a sfondarle il culo, senza rallentate, ma anzi aumento la foga nelle spinte.
Paola inizia a genere, sembra impazzita, mi incita a scoparla ancora più forte.
Dice che devo sfondarla come una troia, che vuole essere sfondata come una vacca, e che vuole godere come una cavalla.
Sento l’uccello che sta per esplodere, mi fermo tutto dentro il suo culo, e inizia a sborrare come un pazzo.
Le schizzo intensi fiotti nel culo, Marco si sposta e lei si accascia, con me sdraiato su di lei.
Gira le testa e mi sorride, mi ringrazia e mi fa spostare.
Io mi sdraio esausto, e Paola mi prende l’uccello tra le labbra, e me lo succhia, e me lo ripulisce tutto per bene.
Sì sdraia di fianco a me, e abbracciandomi mi sussurra: grazie era una fantasia che avevamo fa tempo, e tu sei stato fantastico.
Mi sono fatto una doccia, e dopo essermi rivestito, ho fatto per uscire di casa salutandoci, e ringraziandoli per l’ospitalità.
Paola mi si è avvicinata, mi ha dato un bacio, e porgendomi un biglietto, con il loro numero di telefono, mi ha chiesto di avvisarli quando sarei tornato.

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